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Resident Evil 5, Voto : 9,2
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DeGeNeRaTiOnX MeMbEr

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#Genere:Survival horror
#Produttore:Capcom
#Sviluppatore:Capcom
#Distributore:Halifax
#Lingua:Testi a schermo in italiano
#Giocatori:1 - 2 (modalità cooperativa online e offline)
#Data uscita:Disponibile - Versione PC: 18 Settembre 2009


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- Graficamente splendido
- Impressionante spessore narrativo
- Giocabilità stellare
- Incredibilmente carismatico nella sua essenza
- Modalità cooperativa eccellente


*
- Concept molto ispirato a Resident Evil 4
- Meno longevo rispetto ad altri episodi



Ci sono diversi modi per raccontare un videogame e descrivere i sentimenti generati dall'attesa verso un prodotto che, fin dai primi comunicati ufficiali, è sempre stato descritto come un titolo in grado di stabilire nuovi standard nel mercato videoludico. Principalmente attraverso considerazioni di carattere puramente soggettivo, ma più correttamente sarebbe il caso di ragionare argomentando un'analisi dei diversi aspetti nel loro insieme, attraverso un giudizio in grado di designare con singolarità le aspettative degli appassionati, portando immediatamente a confronto le qualità del gioco con lo stile della serie cui esso appartiene, attraverso una non facile negoziazione dell'esperienza ludica nei confronti degli episodi precedenti, poiché è proprio nel confronto che risiede l'effettivo valore di un prodotto.
Eppure questo nuovo episodio si presenta subito attraverso una struttura che, già nelle fasi iniziali, si mostra molto interessante e ricca di approfondimenti, attraverso un perfetto percorso evolutivo della serie che intreccia storie attuali con le narrazioni d'importanti vicende del passato (non solo riferendosi agli attuali protagonisti, quindi, ma anche a vicende molto note ai conoscitori della saga). Idealmente Resident Evil 5 rappresenta quindi una netta crescita del brand a livello di maturità ed importanza, che accompagna il giocatore fino alla fine senza mai spezzare il legame con le origini che da sempre ne costituiscono il filo conduttore. Proprio per questi motivi, questo quinto capitolo appare in grado d'immergere ogni giocatore all'interno di un vero e proprio universo ricco di fascino e inquietante allo stesso tempo. Non credete sia possibile? Allora mettetevi comodi, state per prendere parte ad un'avventura che non dimenticherete facilmente.

Ferite del passato
Correva l'anno 1996 quando la serie di Resident Evil muoveva i suoi primi passi nel mercato videoludico esordendo su PlayStation. Capcom era riuscita inconsapevolmente a dare origine non soltanto ad un nuovo brand, ma a quello che per concezione moderna può oggi essere definito come uno dei migliori esponenti del genere survival horror: un gioco che, negli anni immediatamente successivi al suo esordio, avrebbe superato i confini del divertimento rendendo il concetto di avventura più adulto ed impreziosendolo con talmente tanti nuovi elementi da riuscire ad offrire in ugual misura orrore, emozioni e divertimento a profusione agli appassionati di videogiochi di mezzo mondo.
Pare onestamente difficile credere che vi sia ancora qualcuno che non conosca questo fenomeno. Tuttavia, per tutti coloro che non avessero avuto modo di giocare ad uno dei capitoli precedenti, riteniamo opportuno fornire qualche utile informazione attraverso questo speciale recentemente pubblicato, che descrive con precisione i diversi passaggi che hanno accompagnato la serie a livello cronologico e strutturale.
Fatta questa doverosa premessa, risulta difficile raccontare almeno a grandi linee la storia di Resident Evil 5 senza incappare nell'errore di rovinare qualche sorpresa. Pertanto questa volta partiremo da un punto di vista diverso, analizzando le vicende nell’ottica di Chris Redfield, il principale protagonista di questo episodio, insieme ad altre note conoscenze che non sveleremo. Lo ritroverete coinvolto nuovamente in prima persona, non più come agente della S.T.A.R.S., bensì come membro e fondatore di un’agenzia denominata B.S.A.A. (Bioterrorism Security Assessment Alliance), che ha come obiettivo quello di combattere con ogni mezzo consentito il terrorismo biologico e le terribili minacce che ad esso sono collegate. Nonostante Chris operi principalmente nell’area nordamericana, alcuni inquietanti avvenimenti lo porteranno in Africa, dove diversi indizi lasciano presagire che una nuova e terrbile minaccia sia incombente… Il nostro eroe sarà affiancato dall’agente Sheva Alomar, una new entry nella serie che, ne siamo certi, riuscirà a conquistarsi in breve tempo un posto importante nel cuore degli appassionati grazie ad un carattere davvero esplosivo, abbinato alle numerose abilità che di fatto la renderanno un’ottima compagna, nonché un valido aiuto cui poter riporre sempre la massima fiducia.
Chris appare profondamente cambiato rispetto alle precedenti apparizioni nella serie. Più muscoloso di quanto visto agli esordi e maturato a causa delle numerose vicende che ne hanno fatto incrociare più volte il destino con gli ambiziosi piani della Umbrella Corporation, ha scelto di dedicare la sua vita alla lotta contro tutti coloro che minacciano l'umanità con folli tentativi di creare nuove armi bilogiche. Forse è davvero giunto il momento di affrontare i vecchi fantasmi e cancellare le ferite del passato una volta per tutte.

Time to die, Chris?
Dal punto di vista del gameplay è netta la similitudine con Resident Evil 4 che ha fornito all’attuale episodio numerosi spunti sia per quanto riguarda la “regia” adottata (la telecamera virtuale è sempre posizionata alle spalle del protagonista e consente d’inquadrare l’azione garantendo ottime possibilità di analisi dell’ambiente in fase di esplorazione), sia per la disposizione dei sempre utili indicatori presenti a schermo, quali ad esempio la mappa, il livello d’energia e le munizioni. Discorso a parte merita, invece, la gestione dell’equipaggiamento, che ha subito un’interessante rivisitazione strettamente collegata alla modalità cooperativa. Capcom ha infatti sviluppato questo episodio della serie senza concentrarsi unicamente sul single player, ma ideando una struttura che finalmente permette a due giocatori di vivere l’intera vicenda in contemporanea, a tutto vantaggio del divertimento che in tal modo raggiunge vette molto elevate contribuendo ad incrementare ulteriormente il livello di rigiocabilità del titolo,. Considerando che, come descritto in precedenza, pur giocando da soli si ha di fatto sempre un compagno con cui interagire, è interessante notare come anche le stesse dinamiche di gioco abbiano subito per questo dei cambiamenti. Non bisogna, infatti, solo concentrarsi sui tanti pericoli che si annidano un po' ovunque, ma è importante tenere in grande considerazione la propria compagna, sia perché la morte di uno dei due personaggi porterebbe irrimediabilmente al fatidico game over, ma soprattutto perché Sheva è fortunatamente dotata di un'intelligenza artificiale molto ben sviluppata, che non esiterà a mettere a vostra disposizione incrementando la potenza di fuoco di cui disponete senza però consumare proiettili inutilmente. Capita spesso infatti di trovarsi in netta inferiorità numerica ed è proprio a questo punto che risulta fondamentale coordinare al meglio i due personaggi, utilizzando l'interessante funzione di condivisione degli oggetti che, in tempo reale, permette di scambiare items dall'uno all'altro (ad esempio curando chi si trova in difficoltà o scambiando le armi per permettere di affrontare un particolare nemico nelle migliori condizioni), senza dimenticare tutti quei casi in cui sarà necessaria la collaborazione di entrambi per superare alcuni punti del gioco. All'atto pratico, nonostante l'intelligenza dei nemici minori non sempre risulti assai complessa e sviluppata (specialmente ai livelli di difficoltà più bassi), pur potendo contare su un secondo personaggio (a prescindere se sia controllato dalla cpu o gestito da un giocatore umano) è interessante sottolinerare come il livello di sfida sia generalmente piuttosto alto e proprio per questo incredibilmente stimolante.
I combattimenti risultano sempre molto coinvolgenti, supportati da un sistema di controllo preciso e in grado di rispondere agli input impartiti consentendo di effettuare tutte le azioni molto rapidamente, grazie ad una configurazione molto comoda e apprezzabile anche da chi non aveva giocato a RE4. Francamente non siamo stati convinti pienamente da alcuni pattern d'attacco evidenziati da certe tipologie di nemici e dalla presenza, forse leggermente troppo accentuata, di alcuni oggetti in zone dove, nella realtà, ve ne sarebbero dovuti essere in misura minore, ma si tratta di sfumature che a conti fatti non incidono minimamente sulla qualità globale del gioco. Sempre parlando dei combattimenti, essi si avvalgono inoltre di alcune piacevoli varianti quali brevi sessioni sparatutto (in cui ad esempio è possibile comandare delle postazioni mitragliatrici) e gli ormai immancabili quick time event, anch'essi riproposti per dinamica dal precedente episodio.
Arrivati a questo punto, ci sembra giusto aprire una breve parentesi inerente una critica che di recente è stata espressa nei confronti del titolo Capcom relativamente all'impossibilità di poter sparare mentre ci si muove. Premesso che tutte le fase di combattimento avvengono in tempo reale, riteniamo che tale implementazione sarebbe stata inutile al fine d'incrementare ulteriormente il senso di coinvolgimento del gameplay, in quanto rispondendo all'originale concept della serie, le fasi di avvicinamento all'uccisione di mostri o creature ostili rendono credibile il senso di angosica genrale della produzione, lasciando che il giocatore osservi con terrorizzato piacere il momento di affrontare un nemico (specialmente per quanto riguarda i boss e simili) attraverso attimi di tensione crescente.
Così come accadeva in Resident Evil 4, anche questa volta è possibile recuperare denaro e oggetti semplicemente uccidendo i nemici o aprendo i numerosi contenitori che si trovano sparsi per le varie ambientazioni, con la possibilità di poter migliorare il proprio armamentario in corrispondenza di ogni nuovo capitolo.
A tutto ciò si aggiunge, inoltre, la modalità Mercenari che, come al solito, dona al gioco una dimensione più arcade, richiedendo al giocatore di completare alcuni obiettivi in termini di uccisioni al fine di ottenere il miglior ranking possibile. Nulla di nuovo sotto il sole da questo punto di vista, ma si tratta pur sempre di un'implementazione gradita.

Lo stile Capcom
Per quanto riguarda la realizzazione tecnica, Resident Evil 5 si dimostra un gioco strabiliante, non perfetto forse come qualcuno si sarebbe aspettato, ma sicuramente in grado di sfruttare in maniera incredibile le possibilità offerte dall'architettura hardware della PS3. Il prodotto Capcom conferma la propria maturità mettendo il giocatore all'interno di situazioni ben orchestrate che, arricchendo una meccanica fortemente votata all'azione, consentono un livello d'immersione decisamente elevato e supportato da idee ben appicate nonostante un concept sicuramente non nuovo.
Dal punto di vista grafico l'intero gioco è uno dei migliori mai ammirati sull'ammiraglia Sony e sotto molti punti di vista il lavoro svolto dai programmatori sarebbe da prendere come esempio per le future produzioni.
I principali pregi di Resident Evil 5 possono essere riassunti citando, ad esempio, l'elevata qualità dei modelli poligonali e delle tante strutture riprodotte, le molteplici animazioni presenti e il design degli stessi protagonisti che risulta incredibile per realismo e livello di dettaglio. L'engine poligonale risulta a tratti impeccabile e solo in isolati casi il frame-rate fluido e costante è sembrato cedere il passo ad una leggera incertezza, soprattutto in presenza di alcune situazioni di sovraffollamento di background durante la gestione delle routine di calcolo più complesse. A livello di dettaglio, texture ed effetti grafici in generale (ad esempio la rifrazione della luce), il lavoro svolto è stato ineccepibile.

Intenso anche il comparto sonoro, che accompagna l'utente attraverso un'esperienza quasi interattiva per qualità e complessità. Ogni effetto sonoro o rumore ambientale contribuisce a rendere straordinario il senso di inquietudine che accompagna lo svolgersi dell'avventura fin dalle fasi iniziali, amplificando il tutto grazie ad ottime musiche e ad un doppiaggio di alto livello.
Per quanto riguarda giocabilità e longevità, le tante possibilità inserite dagli sviluppatori consentono al gioco di elevarsi ad un livello degno delle migliori produzioni Capcom, nonostante l'avventura possa essere completata anche in meno di dieci ore effettive, in base al proprio livello d'esperienza. Nonostante un gameplay con ben poco di originale, la complessità di Resident Evil 5 si misura attraverso un carisma molto d'eccezione, che contribuisce a sottolineare l'elevata qualità complessiva del gioco. Pur proponendo un'apparente linearità che si trasforma grazie ad una struttura narrativa d'eccezione ricolma di riferimenti e rivelazioni sugli avvenimenti del passato, questo titolo riesce, senza fatica, ad accontentare anche le più esigenti richieste dei veri hardcore gamers, attraverso un coinvolgimento eccezionale e ad una rigiocabilità che va di pari passo con la modalità cooperativa e con gli innumerevoli contenuti extra sbloccali per la gioia di tutti gli appassionati.

Il giorno che verrà
Resident Evil 5 era sicuramente uno dei titoli più attesi da diverso tempo. Realizzato seguendo la meccanica adottata nel precedente episodio e fin dall'inizio annunciato come un prodotto incredibile e rivoluzionario, in realtà il gioco, pur avendo usufruito di un lungo tempo di sviluppo, sufficiente per sfruttare al massimo l'enorme potenziale messo a disposizione da sistemi importanti quali PS3 e Xbox 360, alla fine ha puntato tutto su scelte di certo non originali, affiancandole ad un comparto tecnico notevole. Pur ritenendo il titolo Capcom estremamente valido, ci sembrava opportuno dedicare ancora qualche riga ad un'ultima considerazione, in virtù del fatto che ad oggi questo gioco sta già dividendo critica e pubblico in due schieramenti ben distinti: chi lo ritiene eccellente e non si aspettava di meglio come degna evoluzione della saga e chi invece ha già puntato il dito sulla meccanica adottata, fin troppo ispirata da Resident Evil 4 e proprio per questo ben lontana dallo spirito originale cui ci aveva abituato la serie con i primi episodi.
Difficile dire dove stia la verità, anche perché valutando il gioco nel complesso è indiscutibile che vi sia più di un richiamo al precedente capitolo, con davvero poche sfumature a rappresentare delle vere e proprie novità sostanziali, non fosse altro per la struttura narrativa decisamente più vicina agli avvenimenti del passato anche a livello di personaggi coinvolti. In definitiva, l'imponente e ragionata strategia di marketing orchestrata per generare hype nel pubblico ha portato ad evidenti frutti, ed è peraltro evidente la qualità del progetto in generale, ma è davvero questa la strada che tutti i fans avrebbero voluto? Sicuramente no, o almeno non tutti. In un mercato videoludico dove, specialmente per le grande produzioni, l'innovazione passa fin troppo spesso in secondo piano a beneficio di un gameplay collaudato (seppur appagante), le esigenze dei gamers sono sempre meno spesso ascoltate.
Resident Evil è probabilmente giunto ad un vero e proprio punto di svolta che potrà deciderne le sorti nel prossimo futuro. Detto questo fate le vostre considerazioni, ma più di ogni altra cosa preparatevi a vivere un nuovo incubo. Chris Redfiled vi sta aspettando...

Commento Finale
Come volevasi dimostrare, Resident Evil 5 risulta un'esperienza ludica totalmente immersiva e carismatica. Come e più che nei capitoli precedenti, il titolo Capcom chiede al giocatore di confrontarsi con situazioni che lasciano con il fiato sospeso dall'inizio alla fine, risultando a tratti eccezionali per spessore narrativo, attraverso un crescendo di tensione che, in maniera perfetta, sottolinea ogni aspetto rendendo l'utente protagonista di tali e tanti orrori da rendere indimenticabile ogni nuova scoperta. La vicenda si sviluppa seguendo un ritmo sempre molto serrato, contraddistinto da incredibili colpi di scena e fasi di esplorazione attraverso ambientazioni oscure, realistiche e a tratti disorientanti per quanto realistiche.
Impressionante fin dalle prime fasi la struttura della trama, composta da numerosi elementi in grado di rispondere ai tanti punti interrogativi che da anni tormentavano i fan della serie, senza dimenticare un gameplay straordinario e immediato che non mostra alcuna lacuna in single player, ma raddoppia nel divertimento affrontando l'avventura in modalità cooperativa (sia offline che online). Una realizzazione tecnica di altissimo livello, descritta ampiamente in sede di recensione, completa il quadro dando pieno merito al lavoro degli sviluppatori. ll nuovo incubo è dietro l'angolo, non abbiatene timore.

OPENING



Edited by 28.DIEGO - 1/9/2009, 16:09

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Ecco le prime immagini del gioco:

Chris Redfield torna in azione
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in queste immagini sembra ke una cittadina (africana penso) sia stata in qualke modo colpita dal T-Virus o resa a sua insaputa cavia degli esperimenti della rediviva Umbrella.
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in questa inedita location per la serie,sotto un sole cocente in stile "Black Hawk Down" sembrano aver deciso di farsi giustizia...
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Chris attento è tutto troppo tranquillo...
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view post Posted on 19/7/2007, 09:19Quote
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Secondo quanto riportato nell'ultimo numero di Famistu, Jun Takeuchi di "Capcom", avrebbe dichiarato che Resident Evil 5, non verrà rilasciato prima del 2009. I motivi di tale ritardo, purtroppo, rimangono in mistero. Ad ogni modo, si attende un comunicato ufficiale in merito alla notizia, che possa eventualmente smentirla.

Il producer Jun Takeuchi ha rivelato, in un'intervista del magazine Famitsu, alcuni dettagli sulla trama di Resident Evil 5.

Takeuchi ha confermato innanzi tutto che il protagonista del gioco, visto anche nel trailer, è Chris Redfield, che ora lavora per un'organizzazione chiamata BSAA, ed è stato mandato ad investigare su una serie di disordini nel deserto africano.

Il gioco si svolgerà dieci anni dopo gli eventi del primo episodio, avvenuti nell'estate del 1998. Inoltre, saranno svelati i dettagli del passato di Chris, e ritornerà un personaggio femminile che avrà un ruolo cruciale nella storia e nel gameplay. Secondo Takeuchi, il personaggio farà il proprio debutto nella versione completa del trailer, che dovrebbe arrivare alla fine del mese.

I nemici che incontreremo saranno "più umani" rispetto ai titoli precedenti, e non saranno nè zombie nè Ganados. Il gameplay del titolo dovrebbe essere simile a quello del quarto episodio della serie, ma con l'introduzione di una nuova feature ancora non rivelata.

In conclusione, Takeuchi ha ribadito l'importanza delle fonti di luce nel gioco, che giocheranno un ruolo chiave nel generare un'atmosfera tesa per il giocatore. Ad esempio, se il personaggio entrerà in una stanza buia dall'esterno, come nella vita reale il gioco replicherà la sensazione degli occhi che si abituano alla nuova condizione, distorcendo la visione per un breve periodo. Lo stesso procedimento sarà applicato nella situazione inversa, raggiungendo un luogo ben illuminato da uno al buio.


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moooooooo c pall!!!!

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Ecco le scansioni integrali di Resident Evil 5, apparso su Famitsu. Ricordiamo che questo capitolo vedrà il ritorno di Chris Redfield come protagonista.


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mado come dobbiamo fare fino al 2009!!!

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le ultime dicono 2008 olkolk

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Una serie di nuovissime immagini per l'attesissimo "Resident Evil 5" previsto su PS3 e X360.

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ho visto il trailer di 3 minuti dell'E3....stupefacente!!!! ke gameplay!!!

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Il trailer è stupefacente, grafica ultrapompata, Chris che combatte contro un orda inferocita di zombie... bellissimo. Oo
 
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DeGeNeRaTiOnX MeMbEr

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Resident Evil è una delle saghe di videogiochi in assoluto più amata al mondo, ed è innegabile che il quinto episodio del survival di Capcom sia uno dei più attesi dai fans del genere. Nonostante il suo sviluppo proceda a grandi passi sembra però che dovremo aspettare ancora un bel po’, si parla di almeno un altro anno e mezzo, prima di poter mettere le mani su quello che ha tutte le carte in regola per rivelarsi un autentico gioiello per PlayStation 3 e Xbox 360, le due piattaforme che avranno la fortuna al momento di ospitare il progetto, anche se nelle ultime ore si vocifera di una versione per PC. Ma perché continuiamo a parlare di “fortuna”, di “gioiello” riferendoci al gioco? Semplice, intanto perché stiamo parlando di un marchio che di solito non ha mai deluso sostanzialmente le aspettative di addetti ai lavori e appassionati, e il team al lavoro sul progetto, composto da molti elementi che hanno collaborato alla realizzazione del primo Resident Evil su Psx nel lontano 1996, è a maggior ragione una garanzia in tal senso. Poi perché fra le fonti di ispirazione del gioco ci sono niente poco di meno che Half-Life 2 e Metal Gear. Il produttore di Capcom Jun Takeuchi a suo tempo ha infatti rivelato di essere rimasto colpito positivamente dallo sparatutto di Valve Software, in quanto quest’ultimo, oltre alla grafica e alla fisica sbalorditiva, poteva vantare anche una storyline non lineare e piuttosto libera di evolversi a seconda delle scelte del giocatore. Caratteristica, questa, che il produttore vorrebbe introdurre in RE5 insieme ad una totale interattività con l’ambiente circostante.

Gli effetti climatici
Come qualcun'altra mutuata invece dal capolavoro Konami e in particolare dal terzo capitolo della saga di Solid Snake. Jun Takeuchi, infatti, vuole far evolvere il concetto di “survival” secondo il punto di vista Capcom, sfruttando appieno le potenzialità delle nuove piattaforme, e dunque è intenzionato, col suo team, a ricreare virtualmente nel giocatore la sensazione reale di lottare per sopravvivere ad ogni passo. Ecco quindi che oltre agli “infetti” e alle (speriamo) creature della Umbrella, il protagonista della storia dovrà fare molta attenzione al caldo torrido, i cui effetti avranno un certo peso sui suoi comportamenti fisici, e cercare del cibo o dell’acqua per recuperare un po’ di energia quando serve. Senza sottovalutare elementi quali la luce e il buio e il loro impatto a livello visivo sul personaggio, visto che passando da un ambiente troppo illuminato ad uno scuro gli occhi di quest’ultimo dovranno prima abituarsi alla nuova situazione, con tutte le conseguenze del caso. Pensate ad esempio come possa essere pericoloso fuggire e trovare rifugio dagli inseguitori all’interno di un edificio privo di luce. Prima che gli occhi si adeguino all’oscurità potrebbe paventarsi un pericolo, magari un mostro che proprio nel buio si muove con naturalezza. Per il resto, il titolo manterrà in buona parte il gameplay visto in Resident Evil 4, “ma con una sorpresa, un’arma segreta” ha rivelato maliziosamente Jun Takeuchi sulle pagine di Famitsu. In questo caso il termine “arma” è stato usato in maniera generica, riferendosi ad una feature, probabilmente quel mega-pugno sferrato dal protagonista ai nemici nel trailer che abbiamo pubblicato anche noi in questi giorni. A livello di trama, infine, questo quinto episodio della saga dovrebbe essere in tutto e per tutto un "vero sequel", nel senso che la storia è stata concepita per esserlo, e non modificata a lavoro in corso come in parte avvenuto per il quarto.

Il Plagas-Virus?
L’avventura è ambientata praticamente ai giorni nostri, o quasi, cioè nel 2008. Torna, salvo imprevisti, ed in maniera attiva la Umbrella, mai veramente sconfitta e pronta a essere di nuovo protagonista ripartendo dall’Africa (Somalia?) con una nuova minaccia, creata sfruttando probabilmente il siero ricavato dal misterioso “estratto” dalle plagas, finito in mano a Wesker, sapientemente mischiato ad un nuovo tipo di virus sintetico. Quale possa essere il risultato di questa operazione è difficile da capire. Noi due anni fa, tra le altre cose, avevamo ipotizzato, in uno speciale sui survival horror “next-gen”, la presenza di tre stadi evolutivi, sull’uomo, della probabile nuova arma batteriologica. Il primo era quello che provocava negli individui uno stato semi-confusionale misto ad una forte aggressività (una sorta di ‘roid rage’, sintomo che nella realtà colpisce ad esempio chi abusa di steroidi). Tuttavia in questa fase i contagiati sarebbero stati ancora senzienti. Il secondo stadio, che sopraggiungeva probabilmente dopo poche ore dall’infezione, trasformava le vittime in creature senza alcun raziocinio o senso logico, sul tipo degli infetti di 28 giorni dopo. Il terzo e ultimo era la non-morte: una volta uccisi senza che il loro cervello avesse subito danni, le persone “appestate” di cui sopra non sarebbero morte del tutto ma resuscitate come zombi. Purtroppo però, le ultime notizie che giungono dal Giappone in proposito sembrano smentire queste ipotesi: i nemici, questa volta, saranno più intelligenti del solito e molto più umani… Ma a questo punto ci chiediamo: cosa c’entrano con la saga Biohazard? In questo modo, qualsiasi possa essere l’evoluzione della serie, dello storyline e degli stessi esperimenti della Umbrella, il franchising appare snaturato. Staremo a vedere. Certo non bisogna sottovalutare l’impatto che nemici di questo tipo possono avere nei confronti dell’opinione pubblica ignorante in materia di videogames: già in passato la saga ha avuto qualche problema con alcune associazioni di genitori contro la violenza in tv e nei giochi, e si parlava di zombi e ragni giganti, figuriamo ci cosa potrebbe accadere ora che si tratta di “quasi umani”.

Il ritorno di Chris Redfield...
Ciò che invece non appare "snaturato“ è Chris Redfield, in forma più che mai. Oramai è ufficiale: è lui il protagonista del gioco, dopo esserlo stato nel primo capitolo della saga e in Code Veronica, in co-abitazione con la sorella Claire. In questo quinto episodio, nonostante la sua “uniforme” ricordi, in maniera ovviamente più evoluta, dettagliata, quella della S.T.A.R.S., l’ex agente di Raccoon City lavorerà per la B.S.A.A., una organizzazione governativa (?) che gli ha dato il compito di indagare su ciò che sta accadendo nella torrida Africa di cui parlavamo nel paragrafo su. Chris, come visto nel primo trailer in “real-time” rilasciato da Capcom, si troverà subito in un mondo in cui regna la violenza e il degrado, e dove probabilmente dei signori della guerra utilizzano per conto della Umbrella il nuovo virus per controllare la popolazione locale. Nel video infatti, vediamo un folto gruppo di invasati (non è detto che siano infetti, potrebbero essere semplici fanatici) che inneggia ad uno strano individuo che su un palchetto-patibolo, dove spiccano i corpi appesi di alcune vittime, col megafono incita la folla mentre un povero disgraziato, terrorizzato sta per subire qualcosa, forse la contaminazione col virus. Tra l’altro questa sarà anche l’occasione per conoscere meglio il personaggio di Redfield, visto che, probabilmente con dei flashback, avremo modo di approfondire il suo passato. Questo aspetto della trama potrebbe inoltre aprire le porte a nuovi interessanti scenari, qualcosa di simile per certi versi a quanto visto in FFVIII (ricordate Laguna?): la possibilità di giocare i “ricordi” di Chris, e quindi di vivere attivamente le fasi post bombardamento di Raccoon, magari affrontando li, nel passato, gli zombi tanto amati dai fans della serie. E scoprire dov’è Barry Burton, cosa è accaduto dopo Code Veronica nella sede europea di Umbrella, etc.

… e quello di Sherry Birkin?
Si tratta ovviamente di congetture, tuttavia noi ci speriamo. Di certo invece c’è un nuovo personaggio femminile, una ragazza bionda la cui identità è tutt’ora sconosciuta e sulla quale circolano in rete due ipotesi. Entrambe nate da una frase di Takeuchi nella sua già citata intervista di pochi giorni fa su Famitsu, e cioè ”quando la vedrete in azione vi chiederete se questo è davvero un gioco di Biohazard”. Poi ha aggiunto: ”La sua sarà una presenza importante anche dal punto di vista tecnico, sia per la giocabilità che per l’evoluzione della storia. La prima: si tratta di una guest-star di eccezione, e cioè Fiona Belli, protagonista del gioco Haunting Ground, il cui personaggio, o perlomeno uno simile, pare fosse stato inizialmente progettato per far parte del cast di Resident Evil 4 (una delle tre versioni mai ultimate, quelle definite “3.5” per intenderci), la cui presenza insieme al cane potrebbe fornire nuovi elementi per il gameplay, ma la cui figura a grandi linee sarebbe difficile da giustificare nella storia. La seconda ipotesi, forse la più credibile: si tratta di Sherry Birkin, figlia dei ricercatori Annette e William Birkin, creatori del G-Virus di Resident Evil 2. All’epoca dei fatti narrati in quell’episodio era una ragazzina di 12 anni. Ma oggi, ne avrebbe circa 24. Il look corrisponde (rapportando l’età). Inoltre, nonostante la confusione spesso generata dai finali multipli della serie, e dagli scenari doppi creati da Capcom (in uno, quello chiamato “A”, RE2, la piccola viene infettata dal virus e Claire si occuperà di trovare il siero, nell’altro, “B”, la ragazzina porta con se nascosta una fiala che contiene l’embrione G), nel Wesker's Report, “albertone il traditore” dice che Sherry è "al sicuro nelle nostre mani". Quindi la nuova figura femminile intravista anche nel trailer potrebbe essere lei, dotata di poteri particolari e quindi in grado di compiere cose che altri esseri umani non possono fare (da qui il discorso su un gameplay diverso dal solito per la saga: la ragazza potrebbe ad esempio arrampicarsi sui muri o sferrare botte peggio di un Tyrant infuriato…), manipolata dalla Umbrella stessa e messa inizialmente sulle tracce di Chris.

Un engine da urlo
Possibile anche la presenza della doppio-giochista Ada Wong, che nel quarto episodio rubava il siero delle plagas ma anziché portarlo a Wesker, si dirigeva verso la sede della misteriosa “organizzazione” per cui lavora, avversa alla Umbrella. Forse la famosa Bioject che da anni si vocifera possa prendere il posto della stessa corporation? E che potrebbe essere l’artefice anche del bombardamento dell’isola di Rockfort di Code Veronica? Speriamo. Resident Evil 5 sfrutterà ovviamente appieno le potenzialità grafiche e tecniche di PS3 e Xbox 360. Come detto sempre da Takeuchi “vogliamo creare un'esperienza realistica anche visivamente” e infatti per la prima volta nella sua storia, Capcom ha siglato un accordo per lo sfruttamento di un engine di “terze parti”, l’ottimo Unreal Engine 3, per garantire una grafica spettacolare e animazioni a 60fps costanti ai suoi prodotti. Prova ne è che il video rilasciato sul PSN con fasi “in game”, e le foto in HD pubblicate da noi proprio su queste pagine, mostrano un dettaglio estetico molto interessante. Texture di alto livello per vestiti, volti, ambienti, tutti dettagliati, animazioni e fluidità d’insieme spaventose. In conclusione quindi non ci resta che attendere una demo o comunque maggiori dettagli da Capcom in tempi brevi, per avere ulteriori conferme e novità su quanto fino ad ora detto. Al momento, infatti, l’ impressione generale è che da un lato il gioco tecnicamente parlando è decisamente valido, e le features introdotte nella saga per un maggiore realismo e coinvolgimento del videogiocatore lo confermano ulteriormente, dall’altro l’assenza di zombi o ganados, probabilmente anche delle creature che hanno fatto la storia della saga, come i Lickers, gli Hunters, tanto per citarne un paio, e che moltissimi fans speravano di rivedere in questo quinto episodio, possa snaturare la serie. La domanda che difatti circola insistentemente in queste ore nella comunità mondiale di videogamers è “questo è Resident Evil? O un “third person shooter?”… Speriamo di no.


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view post Posted on 22/9/2007, 13:50Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 4/12/2009, 18:40


Secondo un'informazione giunta da un "insider", il sito Kotaku riporta che l'ambientazione del quinto capitolo di Resident Evil sarà Haiti.

Secondo il sito, la scelta potrebbe essere sensata, in quanto la città è la patria spirituale degli zombi, presenti nella tradizione popolare del luogo.

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view post Posted on 12/2/2008, 15:10Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 4/12/2009, 18:40


In una recente intervista di Major Nelson, Chris Kramer, direttore della community di Capcom, ha rivelato il proprio parere riguardo a Resident Evil 5.

"Dopo aver unicamente visto Resident Evil 5 in esecuzione, sono rimasto stupito. Onestamente, quando inizieremo a mostrarlo, quando lo lasceremo provare alla gente, la gente uscirà fuori di testa," ha affermato Kramer. "Secondo me, questo gioco è veramente eccitante."

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view post Posted on 11/4/2008, 12:04Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 30/11/2009, 16:35


Capcom ha pubblicato una nuova versione del video riportante l'intervista di Famitsu relativa a Resident Evil 5, che mostra anche delle porzioni di gameplay. Il video è sottotitolato in inglese, rispetto alla versione originale che prevedeva solamente il giapponese, permettendoci dunque di comprendere ciò che viene detto oltre a gustarne le immagini. Il video. ed il trailer che abbiamo visto tempo fa, hanno sollevato già una serie di polemiche, riaprendo la questione razziale. Il giornalista videoludico del Newsweek N'Gai Croal si è dichiarato infatti infastidito dal contenuto del teaser, ritenendo che diverse parti dello stesso siano riconducibili ad un immaginario classicamente razzista.
"Ho guardato il video e la prima cosa che ho pensato è stata 'wow, chiaramente nessun nero ha lavorato a questo gioco'", afferma Croal.
"Il punto non è che uccidi zombie di colore. Ci sono molti simbolismi visuali in quel trailer che corrispondono ad un immaginifico razzista classico.[...]"
Croal sottolinea poi di come gli zombie che popolano l'ambientazione del gioco siano sempre difficilmente visibili, nascosti nell'ombra e che sembri quasi che tutti siano pericolosi allo stesso modo e tutti debbano essere uccisi.
"Non un singolo simpatico africano, haitiano o caraibico bambino deve essere salvato. Son tutti uomini, donne e bambini mortalmente pericolosi. Devono essere uccisi tutti. E data la storia, non troppo lontana, del post colonialismo, non è come sparare agli zombie spagnoli di RE4, mentre dato che ora si tratta di neri la gente è più sensibile. E' l'immaginifico ad essere diverso, non porta con sè le stesse radici storiche, non ha lo stesso peso. Non so in che altro modo spiegarlo in maniera più chiara di così", conclude Croal.

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